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22 mar 2013

Delle relazioni fra beauty blogger/aziende ed altri demoni

Un titolo con una chiara citazione letteraria, per alleggerire l’argomento! 

La scorsa settimana su Twitter mi è capitato di parlare di rapporti fra beauty blogger ed aziende ma anche del fenomeno del sub4sub (su spunti di @Lidalgirl , @AllAroundlove e @Whatsinmybag). 


In rete, su Facebook più spesso, si aprono, periodicamente, polemiche e discussioni a riguardo. Sul modo di agire degli uni o degli altri. Su stimolo ed invito delle tre blogger citate,  racconto la mia esperienza come responsabile comunicazione e PR di alcuni brand beauty. Questa  è la mia idea di rapporto azienda/blogger. Lo illustro analizzando le motivazioni che stanno alla base dei due  punti:

- Scelta
- Relazione

Scelta. Perché scegliere una blogger piuttosto che un’altra.

  1. Il marchio le interessa davvero. Vuole informazioni sul brand prima ancora di chiedere prodotti da swatchare. Questo mi fa capire che “ci mette la faccia”. Prima di consigliare o parlare di un prodotto/marchio, si accerta di cosa si tratta, con serietà, nel rispetto di chi legge i suoi articoli e segue i suoi suggerimenti.
  2. Parla del marchio, dell’azienda, delle nostre novità indipendentemente dal fatto che le si inviino prodotti da provare. Non inizio mai rapporti con blogger spedendo prodotti. Prima mando informazioni, cartelle stampa, comunicati stampa. Se il blog parla dei prodotti e del brand significa che ha un interesse reale nel marchio/prodotti. Altrimenti, forse, non è così interessata e posso tranquillamente depennarla dalla lista. Metodo forse empirico ma ad oggi non mi ha mai tradita.
  3. Ha passione per il nostro settore. Può essere il miglior blog del mondo ma se non le interessa il segmento di mercato nel quale i miei marchi operano, non trovo nessuna reciproca convenienza ad avere relazioni.
  4. E’ competente rispetto al nostro segmento di mercato. Conosce il mercato, le sfumature di prodotti e servizi, le esigenze dei clienti e sa riconoscere la qualità e fare vera informazione.
  5. Sa scrivere. Abbastanza imprescindibile, è una blogger, racconta attraverso parole e non solo con swatch o solo con immagini. Se non sa scrivere è solo una dilettante che prova a fare la blogger. E quando si tratta di comunicazione e business, non ci si affida a dilettanti allo sbaraglio, non è la Corrida.
  6. Ha un blog con contenuti di valore. Una impostazione editoriale abbastanza definita, con rubriche fisse, argomenti ben proposti, immagini curate, post abbastanza regolari, idee proprie e ben espresse. 
  7. Ha una originalità nel produrre contenuti per il suo blog. Sa presentare e raccontare novità, tendenze, prodotti, eventi, con una visione tutta sua, stile riconoscibile, o con modalità creative che colpiscono.
  8. Ha talmente tanta passione per il nostro marchio da riuscire a trasmetterla. Anche se magari non è una campionessa della lingua italiana, non è il blog più alla moda o perfetto. Questa è una delle motivazioni che, qualche volta, mi fa sorvolare sul punto numero 5 e 6 (qualche rara eccezione, eh).
  9. Ha un buon seguito e forti legami con i propri lettori. I famosi numeri. Fan, utenti, follower etc.. I numeri hanno un senso, ovvio. Però non sono tutto. Preferisco blogger con un seguito meno clamoroso di altre, che però abbiano una forte interazione con i propri fan/follower/lettori, che i grandi numeri che non producono community ed engagement. Insomma, preferisco la qualità di come fanno comunicazione e creano conversazioni, alla quantità. Quindi il sub4sub è una vera sciocchezza. Chi ti segue tanto per farti far numero, non è interessato ad interagire e far community e la cosa non si riesce a nascondere a lungo.
  10. Ha buone relazioni con le altre blogger. Questo è uno dei punti per me più importanti. Perché racconta di cooperazione, equilibrio, passione, stima, apprezzamento, serietà, comunità, socialità, scambio.


Ralazioni. Interazioni e comportamenti fra azienda e blogger.

  • Rispetto e stima reciproci. Non potrei mai (e non lo faccio) intrattenere relazioni con una blogger per la quale non ho stima e rispetto. O che non li abbia nei riguardi miei e del brand. Non mi importa se un blog è il più trendy ed il più seguito se poi non provo alcuna stima per la persona o non apprezzo il modo di scrivere, interagire, raccontare e raccontarsi di quel blog.  Alla lunga si capisce. E credo che lo stesso debba valere da parte del blogger verso l’azienda e chi la rappresenta.
  • Libertà reciproca. La blogger ed il blog sono uno spazio che non appartiene ne a me ne all’azienda. Il fatto che io mandi informazioni o prodotti non significa che il blog debba pubblicare, un giorno si e l’altro pure, notizie sui miei brand e nel modo che dico io. Credo che valga anche il contrario, l’azienda non ha l’obbligo di spedire sempre e comunque i prodotti alla blogger, per un milione di motivi che non devono essere necessariamente spiegati o giustificati.
  • Onestà intellettuale. Non vendo fuffa. Non mi metto dietro una tastiera a scrivere cose non vere o approssimative pur di spingere una blogger a parlare di noi. E’ il tipo di comportamento che può causare grossi danni alle aziende e all’immagine professionale di chi fa comunicazione. Allo stesso modo, non mi aspetto sempre che quello che  propongo incontri l’entusiasmo della blogger. Ne mi aspetto che la blogger nasconda una esperienza negativa per “amor” mio. Sarebbe impossibile e disonesto da parte sua e da parte mia. Mi aspetto però onestà intellettuale ricambiata. Ovvero, il racconto di una esperienza negativa o di un parere negativo senza sensazionalismo, senza assolutismi e senza schiamazzi per attirare l’attenzione e far clamore. Nel mese di marzo una blogger ha ricevuto una manicure presso il nostro stand in fiera. Avendo avuto un piccolo problema, dovuto ad un micro taglio ricevuto con la lima (involontario incidente da parte della manicurist), la blogger lo ha raccontato sul suo blog. Raccontando anche  in termini entusiastici il prodotto, la sua durata, la sua qualità ma non ha omesso l’incidente con la lima e quello che ne è seguito. Lo ha fatto con estrema onestà e chiarezza, senza alcun allarmismo o sensazionalismo, informando anche della felice risoluzione del problema successiva. Ecco, questa io la chiamo onestà intellettuale e questo mi fa stimare quella blogger in maniera ancora più forte. Trovo che sia una risorsa ed un privilegio avere relazioni con lei e persone come lei, sia per me come persona e sia per i marchi che rappresento.
  • Trasparenza. Se propongo un lavoro vero e proprio ad una blogger, sono chiara fin dall’inizio su quello che il lavoro comporta. Incluso rimborsi spese e/o compenso, quando applicabile. La blogger deve essere altrettanto chiara con me nell’accettare o chiedermi di rivedere alcuni punti dell’accordo. In questo modo si evitano problemi, malintesi, malumori, incidenti diplomatici etc.
  • Socialità e relazioni personali. Siamo esseri umani e sociali, che per di più vivono in mezzo ai social! Per quale ragione non dovrei interagire con le blogger anche ad un livello più personale quando l’occasione lo permette? Non mi nascondo, non ho nulla da nascondere. Una delle blogger con le quali ho migliori relazioni, personali e professionali, le ha anche con altri marchi, non racconta verità distorte sui miei brand per farmi felice,  ne ho mai pensato di chiederle di farlo. Le relazioni personali sono personali, il lavoro e la professionalità sono altro. Basta esserne consapevoli e saper distinguere sempre le due cose.
A grandi linee mi sembra di aver detto più o meno tutto. Cosa ne pensate? Voi avete qualcosa da dire in merito?  Come blogger o come ufficio stampa o PR?

Mi piacerebbe molto avere il vostro parere e leggere vostri contributi. Grazie!



Immagine tratta da http://www.corriereuniv.it

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