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10 apr 2014

Branding: non si può (e non si deve) piacere a tutti!

Parliamo di branding. 
Inizio con chiederti un piccolo sforzo, so che questo non mi fa essere popolare, ma fidati di me e seguimi lungo il ragionamento. Fai un tour fra gli account social dei brand o dei professionisti (personal branding) tuoi concorrenti.

Noti quella che io chiamo la “corsa ai Like”?

Ti chiarisco il concetto di “corsa ai like”:  la frenesia di consenso (presunto), sotto forma di like, follow etc., per ottenere prestigio (presunto),  autorevolezza (presunta), identità sociale (presunta).


Per questi brand, il numero di Like, follower (e simili), diventa l’indicatore del successo.

Ti va di confessarti? Dimmi, li hai guardati con invidia più di una volta? Anche tu li vorresti tutti quei fan e ti sei chiesto il perché del loro successo. 

Anch’io all’inizio facevo considerazioni simili.  Poi mi si è accesa la lampadina. Accendiamo anche la tua? Guarda bene quegli stessi account:

  • Quante conversazioni sono in corso? 
  • Quanta interazione fra utenti e brand e brand ed utenti? 
  • Ci sono relazioni autentiche, legami emozionali, espressi in modo bidirezionale? 
  • Il brand offre contenuti di qualità oppure posta foto di gattini annunciando l’ultimo sconto del mese? 

Se quello che vedi è un imbarazzante soliloquio del brand, l’engagement praticamente assente, non hai bisogno che ti dica io che quello non è successo, né branding.

Investire in sole campagne di acquisizione fan/follower, senza filtri ed analisi selettive, senza altri obiettivi se non l’accumulo di like,  è uno spreco di tempo, occasioni, risorse economiche ed energie. 

Un fan che non ha un reale interesse nel brand, è solo un numero. 

Non si può piacere a tutti. 
Non è la prima volta che te lo senti dire. Ti sarà capitato mille volte di dirlo. 

Io aggiungo anche che NON si deve piacere a tutti. 
Non serve spendere fortune per acquisire fan in modo indiscriminato, non serve elemosinare like o retweet o condivisioni, come se non ci fosse un domani. 

Non si può e NON si DEVE piacere a tutti, anche questo è branding! 

Branding di successo significa costruire e far conoscere la personalità della marca. Condividendo e vivendo valori, con persone che si specchiano e credono in quegli stessi valori.

Saresti pronto a sostenere valori che non ti sono propri o in cui non credi? No. Perché pensare che altri lo farebbero? 

La mia ricetta
  1. Comunica in modo chiaro quali sono i valori del brand: condividili, diffondili e vivili in modo coerente.
  2. Scegli il tuo pubblico e lasciati scegliere: il tuo branding passa anche attraverso la selettività; scegliersi significa capirsi, apprezzarsi, riconoscersi.
  3. Usa un tono di voce consono alla personalità del tuo brand e solo quello: non puoi parlare oggi con un tono forbito e domani fare sfoggio di gergo da  “Super Giovane”; lo abbiamo detto prima, coerenza sempre.
  4. Rispetta il tuo brand ed il tuo pubblico: crea relazioni autentiche basate sulla trasparenza; qualsiasi relazione duratura si fonda sul rispetto.
  5. La qualità è meglio della quantità: non importa quanto banale possa sembrare, è vero. Meglio meno fan/follower che credono nel brand, comunicando con te, sostenendo il tuo brand, diffondendo il tuo messaggio, di migliaia di fantasmi che fanno  numero.
  6. Campagne per l’acquisizione di fan/follower: non sono il demonio ma falle targetizzando il tuo pubblico. Sarà sempre un po’ come pescare nel mucchio. Un bravo pescatore, però, quando tira su la rete, trova sempre qualcosa di buono.
  7. Non confondere spontaneità con improvvisazione: fra spontaneità ed improvvisazione, il passo è molto lungo. Avere una strategia pianificata, non significa comportamento artefatto e robotizzato ma nemmeno vivere alla giornata. Segui un percorso con disciplina.
  8. Non esiste una formula magica: nella tua strategia devi inserire più ingredienti. integra la presenza sui social media con il sito web (o blog), digital PR, ufficio stampa, eventi,  etc. 
  9. Senza i tuoi clienti e la community non sei nessuno: non importa quanto la tua immagine coordinata sia spettacolare o che  il tuo sia il prodotto (o servizio) del secolo, senza il sostengo, il supporto e la fedeltà dei tuoi clienti non andresti da nessuna parte; fagli sapere quanto li apprezzi, quanto sono importanti per te, quanto cammino potete fare ancora assieme.
  10. Monitora e misura i risultati: non solo ti daranno la misura del vero successo del tuo branding ma saranno utilissimi per perfezionare la tua strategia; sfrutta i dati per migliorare ed offrire di più al tuo pubblico. 

Se vuoi approfondire il tema del branding, ne ho già parlato in due post precedenti:

Ora è il tuo turno. Dimmi cosa ne pensi, non vedo l’ora di discuterne con te.

3 Comments

  • Francesca Ungaro apr 10, 2014

    Ciao Katia,
    un bel post davvero!
    Io non mi intendo tanto di aziende, mi occupo – diciamo – di persone.
    La ricetta per piacere alle persone, però, è la stessa.
    Piaci – sei stimato, apprezzato, amato – se ascolti. E se il tuo ascolto è attivo e partecipativo.
    Se sei capace quindi di accettare le critiche, costruire valore sui punti di forza, impegnarti a migliorare fuori dalle tue “zone di comfort”.

    L’ascolto crea uno spazio di condivisione tra le persone, quello spazio fondamentale perché nasca una relazione.
    Anche una relazione col cliente!

    Un abbraccio

    • Katia Anna Calabrò apr 10, 2014

      Grazie mille (due volte :P) Francesca. Esattamente così.
      Non c’è vera relazione, se non c’è ascolto sincero ed interesse sincero, per l’essere umano prima che per “il cliente”. Il brand ha successo quando è umano, sincero, disponibile. Una persona vuole essere trattata da persona e interagire con persone, non con figure astratte. Il successo di un brand, si misura dalla sua capacità di “essere umano.”

      E questa tua affermazione: – Se sei capace quindi di accettare le critiche, costruire valore sui punti di forza, impegnarti a migliorare fuori dalle tue “zone di comfort”. – io la sottoscrivo.

      Un abbraccio

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