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07 mar 2014

Basta “horror marketing”, un marketing diverso non solo è possibile, è già realtà! #smm

Osservo, inorridita ed affascinata, come ancora oggi molti brand e presunti “social media cosi”, utilizzino le forme di marketing più vecchie e becere, in contesti che, in epoca social, le hanno rifiutate da tempo. E le hanno rifiutate perché hanno logiche e dinamiche totalmente diverse.

Mi ripeto: inorridita ed affascinata. Presente la sensazione che si prova davanti ad una scena truculenta di un film horror splatter, tipo Hostel

Non vuoi vedere, fa impressione, è repellente, non ce la fai proprio. Quindi distogli lo sguardo rapidamente ma poi, per qualche oscura ragione, non puoi fare a meno di tornare a guardare.

Ecco, proprio quella cosa lì. 
Ed è così che mi sento quando mi ritrovo ad osservare che:
  • Si posta e si condividono cose a casaccio, spesso nemmeno veri contenuti, in totale assenza di una strategia utile e ragionata.
  • Non si pubblica sui vari mezzi a disposizione per creare relazioni con gli utenti (quasi sempre solo Facebook, più raramente anche blog aziendale, Twitter, altro) offrendo valore, interessa solo dire per vendere o auto-celebrarsi.
  • Si pubblicano i propri messaggi su altrui mezzi producendo quello che è puro e semplice spam,  vedi commenti su blog altrui che invitano a visitare questo o quel link, post in altrui pagine o profili Facebook, tweet pubblicitari citando utenti che non hanno mai espresso l’interesse ad essere tartassati da questi messaggi, newsletter commerciali con sconti e promozioni praticamente giornaliere etc…
  • Si usa una scrittura artefatta, poco chiara, che non invita alla lettura, priva di reale contenuto solo per centrare le “keywords” nel tentativo di farsi “amare” dai motori di ricerca.

Il risultato è una vera tragedia. Lo spam è la cosa più odiata nel mondo del web e non accorgersi che quello che si sta producendo è puramente spam, in ciascuno dei casi sopra elencati, è orrore, più che errore.

Questo continuo pressare l’utente a comprare o compiere azioni di cui beneficia il solo brand, fa sentire le persone usate. A chi piace sentirsi usato?

Qualcuno sembra non essersi ancora accorto che le cose sono cambiate e che i consumatori sono protagonisti tanto quanto, se non più del brand, nei processi di comunicazione e nelle strategie di web marketing:

Basta“horror marketing”, un marketing diverso non solo è possibile, è già realtà! #smm – twittalo!

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Parliamo di creare valore per il brand e per il pubblico a cui si rivolge. Il consumatore diventa centrale nel processo, perché è “parte del brand”, perché si riconosce negli stessi valori e nella comunità che si crea attorno alla marca. 

Parliamo di legami emozionali fra persone, autentiche e reali, pur in ambiente virtuale. I social media sono un mezzo prezioso attraverso il quale creare una comunicazione a due vie, fra marca e consumatore e consumatore e marca; ma anche fra consumatore e consumatore, all’interno della comunità.  

Etica, trasparenza, semplicità, impegno e fedeltà verso la propria comunità, premiano il brand con lo stesso tipo di comportamento da parte dei consumatori. Il dialogo continuo fra le parti ha un valore inestimabile, permette di rafforzare relazioni, di ricevere e dare feedback, di fare scelte per il business in modo più consapevole e chiaro.   

Da più parti si dice che non parliamo più di B2B o B2C ma piuttosto di H2H (human to human). Io credo fermamente che sia questo il punto. La strada. Il presente che porta al futuro.

Come farlo?
    • Stabilire una strategia di relazione con il proprio target, con tappe di controllo necessarie a capire, migliorare o modificare azioni e comportamenti, nelle proprie campagne di social media marketing e marketing in senso più generale.
    • Ricordare sempre che il social media marketing è conversazione, non monologo.
    • Ricordare che si parla a persone, non a numeri o possibili guadagni, quindi usare una comunicazione semplice, curata e informale.
    • L’etica ed i messaggi del brand devono essere chiari, definiti e comunicati fin da subito, in modo onesto e facile.
    • Se quello che si ha da dire non interessa a nessuno, forse si stanno dicendo le cose sbagliate oppure le cose giuste nel modo sbagliato. Fare analisi e correggere, invece di perseverare.
    • Una volta avviato il dialogo e l’interazione, rispondere nel più breve tempo possibile e in modo esaustivo e genuinamente interessato agli utenti della comunità.
    • Riconoscibilità e coerenza. Ovunque si comunica, sia il sito web, una brochure, Facebook, il blog aziendale o Twitter-
    Un’ultima cosa, non meno importante: ricordare sempre che le relazioni non si costruiscono in un giorno, una comunità non si crea in un giorno, per avere risultati servono costanza, competenze, e tempo (e un professionista in gamba, se si vuole evitare l’effetto “dilettantistico”!)


    E tu cosa ne pensi? Sarei lieta di parlarne con te, lasciami la tua opinione nei commenti!

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